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CHARTER MONTEROSSO

Storia di Monterosso

Secondo alcune fonti storiche un primo insediamento umano - denominato Albareto[5] - sorse nelle immediate alture dell'attuale territorio comunale di Monterosso. Il villaggio, nel quale sono state rinvenute alcune sepolture dei Liguri preromani[6], fu nel 643[6] distrutto dai Longobardi per mano del re Rotari. In seguito alla battaglia dell'anno 1016, il pericolo delle incursioni saracene diminuì e cominciò ad instaurarsi un fenomeno migratorio dai colli verso il mare con la fondazione dei primi villaggi lungo la costa. Nel XIII secolo vide il territorio di Monterosso, così come l'intera zona delle Cinque Terre, quale terra di scontri tra la Repubblica di Genova e la signoria di Pisa per il controllo politico e dei traffici commerciali di questo tratto importante del levante ligure. Rientrato ben presto nell'orbita politica di Genova, il borgo levantino fu nel 1241 occupato dai pisani che solamente nel 1254[5] lo restituirono ai genovesi. La parte più antica del borgo è raccolta al di sotto del castello, nella vale del torrente Buranco. Successivamente il paese si è sviluppato sull'altra sponda del torrente e sul piano dell'insenatura, delimitata a levante dalla punta Corone e a ponente dalla scogliera della torre Aurora. Con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrerà dal 2 dicembre nel Dipartimento del Vara, come capoluogo, all'interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio di Monterosso rientrerà nel I Cantone, capoluogo Levanto, della Giurisdizione di Mesco e dal 1803 centro principale del I Cantone di Levanto nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Dal 13 giugno 1805 al 1814 verrà inserito nel Dipartimento degli Appennini. Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VI° mandamento di Levanto del Circondario di Levante facente parte della Provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della Provincia della Spezia poi

 


Da visitare

CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Chiesa di San Giovanni Battista nel centro storico di Monterosso. I lavori per la costruzione della chiesa iniziarono nel 1282 e terminarono nel 1307. La pianta dell'edificio è basilicale a tre navate che si allargano verso l'altare; la torre campanaria è costituita da una torre merlata a base quadrangolare risalente al periodo medievale. Il portale della chiesa raffigura, nella lunetta in alto, un affresco del Battesimo di Cristo; il portale lievemente strombato presenta quattro serie di colonnine in marmo. 

 

STATUA DI NETTUNO

Statua di Nettuno o del Gigante. La statua, imponente e suggestiva struttura in cemento armato, è appoggiata ad uno sperone di roccia e sovrasta l'omonima spiaggia. Realizzata nel 1910 dall'architetto Francesco Levacher e dallo scultore Arrigo Minerbi, alta 14 metri e pesante 170 tonnellate, raffigura Nettuno. La statua, che adornava villa Pastine insieme ad una grande terrazza a forma di conchiglia, fu rovinata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

AREE NATURALI

Punta Mesco. Il monte che chiude il golfo davanti a Monterosso, a destra guardando il mare. Immerso nel parco nazionale delle Cinque Terre, molto suggestive sono le sue scogliere. Una bellissima passeggiata di circa 1h15 (verso Levanto) permette di raggiungere il cosiddetto "Semaforo": un vecchio faro segnaletico abbandonato da cui si gode una vista spettacolare a picco sul mare (stupenda al tramonto). A 100mt circa si possono anche visitare i ruderi dell'eremo di Sant'Antonio del Mesco.

 

EVENTI

Festa patronale di san Giovanni Battista il 24 giugno.  

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